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More about dreams: Dreamwork China

A different side to the story: while WGR tells the story of young Chinese people looking for their identity in Italy, Dreamwork China is a video documentary by Tommaso Facchin and Ivan Franceschini focusing on the same lives this time being lived in Guangdong, China, where many young workers are employed at Foxxcon, one of the world’s largest electronic components production plant. The authors teamed up with photographer Tommaso Bonaventura and worked from a photo studio in the suburbs of Shenzhen, collecting pictures and interviews against the colourful and dreamy backdrops of China’s contemporary popular photography. A short version of the 55min long documentary is available on Vimeo and definitely worth watching, while you can visit Dreamwork China’s website for more info and scheduled screenings.

Un punto di vista diverso, quasi speculare: mentre WGR racconta le storie dei giovani di origine cinese in Italia, alla ricerca di un’identità, Dreamwork China – documentario di Tommaso Facchin ed Ivan Franceschini – racconta la stessa gioventù però a Guangdong, in Cina, dove migliaia di giovani trovano lavoro come operai della Foxxcon, una delle più grandi fabbriche di componenti elettronici al mondo (per esempio, è là che vengono fatti i nostri iPhone). Gli autori, insieme al fotografo Tommaso Bonaventura, hanno lavorato per settimane tra il 2010 ed il 2011 in uno studio fotografico alla periferia di Shenzhen, fotografando e riprendendo i giovani lavoratori sugli sfondi colorati e fiabeschi che popolano la cultura fotografica popolare della Cina contemporanea. Su Vimeo è disponibile questa versione ridotta del documentario originale, mentre sul sito ufficiale di Dreamwork China potete trovare maggiori informazioni e le prossime proiezioni.

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TOP10 + Useful figures on multicultural Italy

Yesterday was a very intense Sunday – way more intense than your average Sunday. Way colder than your average Sunday also, but this comes with the job and perhaps I should have bought that pair of photographic gloves I’d been offered on Thursday, but nevermind.

While WGR was doing very well sales – wise on the iTunes Store (we woke up at the number 9 spot this morning, thanks guys!) I [Aggie] was out on assignment for a local magazine, covering a day of multicultural celebrations in Prato with representatives of the town’s many foreign communities celebrating all together an unusual Sunday mass. And after this colourful event, we headed to a presentation of the annual Dossier Statistico Caritas Migrantes (ENG version), a national survey carried out by a dedicated and highly specialised team in Rome analysing the actual situation of immigration in Italy and representing it with loads of interesting and precise data.

The issue of second generation youth and the right of citizenship is becoming more and more pressing in the country and speaking about Prato alone, in 2007 on a population of 25’000 foreigners (of all nationalities, currently up to 20% of the total population) a cracking 7’000 were born here, a number significantly higher than the national average. The stress was also put on the relevance of their cultural background as opposed to the 100% Italian cultural and social education they are likely to receive at school and with friends: for starters, many of these children – again, born as foreigners in Italy – have little chances to be able to visit their parent’s country of origin even once in their lives since, in most cases, they simply can’t afford the trip.The law governing the rights of citizenship is still molded on a rather old-fashioned profile of Italy as a country of migrants: but what about its current profile of a country receiving relevant waves of immigration?

As the matter is heating up little is done by both the local and the national administration who just keep on procrastinating any actions, but the lively citizen movement L’Italia Sono Anch’io is working to raise awareness and bring a law proposal to the attention of the parliament. Malia and I as WGR feel part of the bigger picture: doing things is much more than just being someone, isn’t it?

Young reps carry flags of many different communities in Prato, Feb 12th 2012

Ieri è stata una domenica piuttosto intensa, più intensa delle normali domeniche e anche più fredda delle normali domeniche – rimpiango di non aver comprato quei guanti fotografici che mi erano stati proposti venerdì… vabbé, pace.

WGR sta andando molto bene nell’iTunes Store (ci siamo svegliate in 9° posizione stamattina! grazie ragazzi!), ma intanto io [Aggie] ieri ero on assignment per un giornale locale per raccontare la Giornata Internazionale, un giorno di celebrazione per tutti i rappresentanti delle comunità cattoliche straniere a Prato. Al di là della colorata messa domenicale, nel pomeriggio abbiamo assistito alla presentazione del Dossier Statistico Caritas Migrantes per l’anno 2011 – una bella istantanea di dati sulla situazione dell’immigrazione in Italia.

Brevemente, anche soltanto su Prato, le notizie sono particolarmente interessanti: nel 2007 infati, su 25’000 stranieri di tutte le nazionalità (quasi il 20% della popolazione totale della città) ben 7’000 erano di seconda e terza generazione, ovvero nati in Italia, un numero particolarmente alto rispetto alla media nazionale. Altri dati interessanti attaccano poi le resistenze sul concetto di “identità culturale” su cui molte amministrazioni locali – nonché quella nazionale – ancora viaggiano col freno tirato: in Italia, pochissimi dei bimbi stranieri nati avranno infatti la possibilità di visitare anche solo una volta il paese di origine dei genitori poiché il viaggio è spesso troppo lungo e costoso. Ci si chiede allora come lavorino, o si scontrino, i due background culturali delle nuove generazioni, cresciute, formate e socialmente inserite come Italiani ma che Italiani, almeno sulla carta, è difficilissimo che diventino a casua di incredibili lungaggini burocratiche. La legge sul diritto di cittadinanza italiana è ancora modellata sull’Italia del passato, paese di emigranti: come la mettiamo dunque con l’Italia del presente e del futuro, sempre più paese di immigranti?

C’è ancora tempo (poco!) per supportare L’Italia Sono Anch’io, una delle più interessanti iniziative partite dal basso, dai cittadini per promuovere una proposta di legge sul diritto di cittadinanza e di voto agli stranieri, argomenti che pesano troppo sulle spalle di amministrazioni locali non formate a fronteggiare scottanti questioni identitarie e a sostenerle di fronte ai cittadini. Meno male che i cittadini fanno da sé in questo caso! Anche WGR si sente parte di questo grande movimento: in fondo, fare qualcosa è molto più importante di essere qualcuno, non trovate?

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